Lettore






"Leggere è facile, scrivere è difficile."
Come un quadro. Osservare e giudicare una pittura è semplice, ma realizzarla è tutta un'altra storia.
Quindi, perché una persona si affanna a scrivere se è più facile leggere?
Se nessuno scrive non ci sarebbe nulla da leggere, quindi niente lettori. Una persona scrive per puro piacere personale. Ci si gratifica nel riuscire a scrivere una bella storia, nel descrivere un sentimento complicato, ma in seguito si desidera farlo leggere, capire se può piacere a qualcuno, magari sentirci dire 'come è bello, come è emozionante'.
Il giudizio del lettore è molto importante e ci permette di capire se va bene o dobbiamo cambiare qualcosa.
Se poi con le nostre fatiche ci si guadagna qualcosa...

"Leggendo imparo a scrivere, scrivendo imparo a leggere"
Un circolo vizioso. Ma propedeutico.

"Leggo molto, scrivo poco"
In virtù del primo enunciato.

A questo punto ribaltiamo la domanda: perché una persona legge? O meglio perché legge i romanzi sapendo che non sono realtà?
Corrado Augias in un suo saggio scriveva:
"Alla libertà dello scrittore di mettere su carta ciò che vuole (là dove abbia la possibilità di farlo senza pericoli, beninteso) corrisponde, infatti, la libertà del lettore di interpretare come meglio crede ciò che legge."
Quindi ogni lettore 'vede' un qualcosa di diverso, a volte molto diverso da ciò che lo scrittore intendeva.
Insomma, leggiamo per provare le emozioni di una determinata situazione, di sentire un racconto, di cosa è successo. Siamo curiosi, ma vogliamo provare emozioni, e speriamo di trovarle in un romanzo.

Dopo la lettura di un romanzo la prima domanda che ci si pone è: ci è piaciuto?
Le risposte possono essere solo due: sì o no.
Con un piccolo sforzo potremmo specificare meglio il perché. Cosa ci è piaciuto e cosa no.
Si può valutare il testo, se scritto con frasi chiare oppure sono inconprensibili, lo stile, se scorrevole, piacevole o difficile da leggere, se i personaggi sono identificabili, se sono reali o falsi, se i dialoghi (molto difficili) sono naturali oppure poco credibili, se la trama è coinvolgente, se ti obbliga a continuare a leggere o se ti costringe a smettere prima della fine.
Se anche ad una sola di queste domande non sapete rispondere provate a rileggere con più attenzione, potreste avere delle sorprese.
Rispondendo a queste domande è possibile determinare se quel romanzo ti ha esaltato, oppure ti è piaciuto, o ti ha lasciato indifferente, oppure sei rimasto deluso.

Le regole per scrivere un buon romanzo sono: nessuna.
Spesso leggo di consigli su come scrivere. Consigli sì, regole no.
L'arte non ha regole. Le uniche che uno scrittore deve seguire sono le regole grammaticali della lingua che intende usare. Sarà la sua capacità, la sua sensibilità, la sua intelligenza a raccontare, a scrivere in un modo piuttosto che in un altro. Ogni lettore poi farà le sue considerazioni. Lo stesso romanzo può piacere ad alcuni, ma essere detestato da altri. Può emozionare, ma può lasciare indifferenti. Tutto dipende dalle corde che lo scrittore riesce a toccare, a far vibrare. Scrivere seguendo regole prestabilite avvilisce la creatività, rende la scrittura piatta, monotona, noiosa. Cambiare, inventare, a volte rompere le regole, rende la scrittura veramente creativa. E' un azzardo, certo, ma necessario. Solo così si evolve, si matura, si è unici, personali, diversi. I consigli possono essere utili, ma è lo scrittore che decide se seguirli o no, in tutto o in parte.
La lettura può generare consigli. Permette allo scrittore o aspirante tale di capire, provare, sperimentare, imparare.

Negli ultimi 50 anni (mezzo secolo! Come sono vecchio) ho letto molti romanzi. Alcuni li ho comprati, altri me li hanno regalati, qualcuno l'ho preso in prestito. Ora ci sono gli ebook, che ci permettono di ampliare di molto la platea dei libri che possiamo leggere senza riempire la casa.


Recensioni, giudizi e valutazioni

Romanzi scritti nel '900.
Quelli scritti nei secoli precedenti sono ormai considerati un classico, utili come studio, ma non per capire il contemporaneo.

Sono in ordine di data di pubblicazione, dalla più recente alla più antica.

Di Sara Rattaro: Andiamo a vedere il giorno e La giusta distanza.

La ragazza nella nebbia di Donato carrisi.
Pubblicato nel 2015. Una ragazzina scompare e non viene più ritrovata. Un investigatore cerca di capire, ma ci sarà un inaspettato finale.

Singolare femminile di Sveva Casati Modigliani.
Pseudonimo di Bice Cairati.
Scritto nel 2007.
In lettura (15 su 454 pagine).

Di Oriana Fallaci ho letto Penelope alla guerra.
Un romanzo classico. Pare che l'abbia riscritto più volte e alla terza riscrittura il suo editore decise di pubblicarlo così com'è. Se una scrittrice brava come lei aveva queste incertezze figuriamoci uno come me.
La protagonista Giovanna, detta Giò, scrive sceneggiature. Il suo capo la manda a New York in vacanza, ma anche per raccogliere informazioni e idee su una nuova sceneggiatura.
A New York incontra Richard, un soldato americano che i suoi genitori avevano nascosto in casa. Anche Richard si ricorda di lei e iniziano un rapporto. Come andrà a finire lo scoprirete leggendo.
La sua scrittura è scorrevole e piacevole e alcune descrizioni sublimi.
I personaggi di Richard e dell'amica Martine sono un capolavoro.
In parole povere mi è molto piaciuto. Lo consiglio.

Un cappello pieno di ciliege, pubblicato postumo.
La scrittrice ha 'tentato' di ricostruire il suo passato, nel perenne dubbio del 'chi siamo, da dove veniamo'.
Racconta la storia 'romanzata' dei suoi antenati, tornando indietro, nelle sue ricerche, fino al XVIII secolo.
In fondo lo possiamo considerare un romanzo. Ed è proprio questo il bello. I suoi antenati rivivono come personaggi di un romanzo.

Giorgio Faletti
I suoi romanzi sono per la maggior parte dei thriller.
Io uccido
Il suo primo romanzo. Nel Principato di Monaco vengono ritrovate delle persone uccise e con il volto senza la pelle. Poco alla volta l'autore porta il lettore verso la soluzione del mistero.

Niente di vero tranne gli occhi
Dopo il successo del primo Faletti ci riprova con un altro thriller.
Ad un uomo vengono trapiantate le cornee. Un fatto apparentemente senza importanza, ma sarà fondamentale nello sviluppo della storia.


E tanti altri che inserirò appena possibile.


Luciano Michieletto mikyluc53@gmail.com